Omofobi del mio Stivale

Omofobi del mio stivale

'Il turismo è da sempre un indice importante di sviluppo economico, culturale e sociale del nostro Paese. Il suo significato è cambiato nella storia a seconda delle epoche, dei valori, dello stato evolutivo della società, nonché della cultura di appartenenza. In alcune città italiane, tra cui Napoli, l'accoglienza autentica dei viaggiatori e dei turisti, descritta in bellissimi resoconti di "Grand Tour", si è preservata nel tempo evolvendosi in dispositivo di integrazione e innovazione sociale. Tuttavia, le cronache italiane della scorsa estate sembrano suggerire il contrario. Diversi casi di omofobia hanno infangato lo stivale in molte aree: a partire dalla sua punta, Ricadi (Vibo Valentia), dove una Guest House ha chiuso le porte alle persone LGBT, fino al tacco, a San Foca (Marina di Melendugno) e a Monopoli, dove ugualmente sono state discriminati i turisti appartenenti alla comunità omosessuale. Un'ondata di intolleranza ha reso lo stivale un "vecchio scarpone", refrattario ad ogni forma di progressione e innovazione sociale', spiega il professore Fabio Corbisiero, titolare della Cattedra di Sociologia del turismo all'Università degli Studi di Napoli Federico II. 

Per questo motivo, sulla scia della manifestazione itinerante contro l'omofobia (Omofobi del mio Stivale) organizzata dal Massimo Arcangeli a Ricadi e a Lecce (all'interno del Festival Conversazioni sul futuro), l'Osservatorio LGBT dell'Università Federico II, il Comitato provinciale Arcigay di Napoli "Antinoo"/Progetto "Altri turismi" e l'associazione "La parola che non muore" organizzano una giornata di studio e discussione sul tema del turismo LGBT in una delle città italiane più sensibili ai temi dell'accoglienza turistica. Interverranno, oltre ad esperti e testimoni del mondo del turismo, Fabio CorbisieroAntonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli, la Sindaca di Ricadi Giulia RussoSimona Marino, delegata alle Pari Opportunità per il Comune di Napoli.

Al termine dell'evento è prevista una visita guidata esclusiva al Complesso Monumentale dei Santi Filippo e Giacomo – un percorso inedito dal ‘500 all'800 sulle corporazioni della seta a Napoli – e ai resti di una domus romana sottostante, ritrovata recentemente, a cura di "Respirando Arte" e di "Altri turismi", progetto di Arcigay Napoli e dell'Osservatorio LGBT, coordinato da Luigi Giove, finalizzato a promuovere socializzazione e aggregazione attraverso percorsi turistici alla scoperta di arte e cultura. In serata il vernissage "Lo spazio sacro" a cura di Antonio Maiorino Marrazzo.

 

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